1 dicembre 2010

L’allegra svendita della sicurezza

Venghino, siore e siori, venghino  … non siamo qui per vendere, siamo qui per regalare …

Sta per arrivare Natale  (auguri ai naviganti!) ancora una volta eppure mi sento in vena di scatenare una piccola polemica (senza cattiveria ovviamente). Chiedo  scusa agli amici del settore “sicurezza” di Postilla se mai possano pensare ad una invasione di campo, ma il problema è a tutto tondo e non specialistico, così anche un pivello della sicurezza (come me)  potrà cimentarsi.

Come ogni anno in questo periodo arrivano le consuete “sirene” dalla Grande Organizzazione Lavorativa Aziendale (da qui in poi G.O.L.A. – la sigla è INVENTATA perchè non amo le querele e perchè l’andazzo riguarda diversi soggetti per cui non mi sembrava giusto metterne all’indice  solo uno …).

Che ti fa la GOLA  (acronimo inventato, ricordo) ?

Manda una bella circolare in cui ”ricorda” che a norma dell’art. 24 delle Modalità di Applicazione delle Tariffe Inail  le aziende, dopo i primi due anni di attività,  possono ottenere un (meritato)  sconto sui premi Inail qualora abbiano proceduto ad interventi di incremento/ miglioramento della sicurezza oltre il minimo di legge (il dovuto è dovuto: ma se ti sforzi un po’ di più, sei bravo ed individuano una norma premiale).

Ma non c’è solo l’informazione: la GOLA, tanto sensibile ai problemi delle piccole  e medie aziende , si offre per il servizio – in convenzione con la nota società di servizi  V.I.L.E. (VivaLeImpreseEmancipate) – di compilazione del mod. OT24, modello realizzato all’uopo da Inail,  in cui alcune domande stringenti non potranno che far emergere  le opere di miglioramento sul piano salute/prevenzione/sicurezza messe in atto dalle aziende ligie al dovere (anzi, di più: promotrici di sicurezza !).

La VILE (e/o la GOLA, di cui la VILE è emanazione)  si premura peraltro di  far sapere alle aziende (con un volantino che di anno in anno si depura di frasi rischiose) che:

- nulla è dovuto ora per le pratiche suddette (il cliente pagherà solo dopo l’accettazione della pratica da parte di Inail);

- si tratta di complilare correttamente i campi del modulo (con una guida attenta da parte della VILE , ovviamente);

- negli scorsi anni il 100 %  (cento per cento!) delle aziende assistite in questa operazione dalla  VILE/GOLA hanno ottenuto la riduzione del premio.

Come detto, il volantino si è fatto di anno in anno più cauto e prudente (i primi tempi il “disegno furbesco” era descritto in modo  più esplicito  ed ingenuo), ma la sostanza è sempre quella (e basta smascherarla con una telefonata agli incaricati – alcuni non sono specialisti ma operatori di call-center, e questo già la dice lunga …).

Non è – ti dicono al telefono gli incaricati della VILE/GOLA -  che si debba aver fatto chissà cosa; certo, uno straccio di qualcosa che odora di 626 (alcuni la chiamano ancora così…)  bisognerà pur averla fatta ma poi vi sono consigli semplici per ottenere il bonus premiale.

Alcuni consigli “utili & intelligenti” (cito a caso) :

a) raddoppiare la frequenza delle visite mediche (utilissimo, per la parcella del medico competente…);

b) triplicare il numero degli estintori  o delle cassette di pronto soccorso;

c) fare corsi di formazione ” a casaccio” ( “ma no, non specifici, se vuole le dico quelli che abbiam pronti  a catalogo … Le passo chi se ne occupa?”);

d) moltiplicare gli addetti al pronto soccorso ed alla emergenza  (con esiti rischiosi: dato l’alto numero di” Hospital” Serie Tv, girano pericolosi emuli del Dr. House e compagnia,  in un’azienda  l’altro giorno un lavoratore si è schiacciato un dito con una martellata e qualcuno ha proposto: “intubiamolo!”).

Insomma, una scaltra operazione  di RIVERNICIAMENTO  mirato di un po’ di cose, et voilà, il gioco è fatto, le condizioni sono soddisfatte, la norma premiale è ottenuta.

Alcune domande:

a) quanto di serio c’è in tutto questo ? Non siamo al “pacco sicurezza” in confezione supermaket, un bel compri-tre-paghi-due?

b) cosa c’è di miglioramento del sistema di sicurezza in due o tre escamotage escogitati ad arte?

c) che cultura del lavoro, della responsabilità, della sicurezza passa?

d) i controlli di asl ed inail dove sono? N.B. un’azienda che conosco  ha ottenuto il premio ed è stata visitata – l’anno dopo – dalla Asl, che l’ha sanzionata per una serie di profonde negligenze in campo sicurezza (giustamente, non aveva realizzato quasi nemmeno il minimo indispensabile): qualcuno gli ha tolto il benefit ? naaaaaa….

e) si può ipotizzare una certa ” accondiscendenza” (o distrazione ?) di un istituto (Inail) che si vede arrivare migliaia di domande fac-simile, dallo stesso soggetto (le presenta tutte VILE), con le medesime strategie di maquillage da Palermo a Bolzano e che le approva tutte al 100 % ?

f) d’altronde, se Inail  non le approvasse, quale interesse (ritorno economico)  avrebbe  VILE/GOLA a compilare domande e dare assistenza ad aziende sedicenti-diligenti? (ricordate, si paga solo ad ottenimento raggiunto).

Con buona pace di tante “bambanate” sulla sicurezza, i soliti contributi dati a pioggia, le solite furbizie … la solita INCULTURA verso la serietà e la sicurezza, il rigore  e la tutela effettiva, forse anche verso il mero senso del pudore …

Ecco perchè ritengo utile parlarne nel settore lavoro (e non sicurezza) : perché in questo campo (ma non è il solo, ovvio)  i proclami, le leggi, le pie intenzioni si frantumano contro un modo di intendere i contributi, le azioni positive, le buone prassi, la consulenza (sì, anche quella) che è solo un … “mordi e fuggi”, uno sfrutta e scappa.

(non aggiungo altro …)

Venghino, siore e siori, venghino  … non siamo qui per vendere, siamo qui per regalare

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17 Commenti a “L’allegra svendita della sicurezza”

  1. Pietro scrive:

    Non capisco il senso di questo intervento, che male c’è se le aziende vogliono risparmiare qualche soldo degli inutili contributi I.N.A.I.L. ?
    Mi sembra meritoria l’opera di chi si prodiga con questo fine! Un consulente deve stare dalla parte delle aziende !!!!!

  2. Andrea Asnaghi scrive:

    Rispetto tutte le opinioni, caro Pietro, ma mi sembra che definire “inutile” la contribuzione ad Inail sia veramente azzardato.

    Per quanto riguarda il compito del consulente ed il suo ruolo, mi sembra che sia quello di affiancare, consigliare (come dice la parola) e rappresentare al meglio le azioni, le norme, le opportunità.
    Se questo vuol dire anche legittimamente e correttamente (sottolineo i predetti termini) far risparmiare le aziende sono assolutamente d’accordo con te, Pietro.
    Se il risparmio è l’unico fine e deriva da un “tramescamento”, ecco … allora sento degli scricchiolii …

  3. Valter scrive:

    Si può aggiungere poco: la GOLA è uno dei sette vizi capitali, duro a morire, VILE quanto basta da farti sentire in colpa se eccedi ma anche da farti star male se non ricadi di nuovo nella colpa.
    Niente di nuovo sotto il sole.
    E chi cerca di operare correttamente fa sempre brutte figure col cliente, almeno fin quando la frutta marcia non ti lascia in bocca quel saporaccio che ti fa passare il vizio tutto in una volta.
    E chi ha sperimentato (pochi, come suggerisce l’Autore, troppo pochi…) gli errori di tali soggetti è diventato abbastanza rapidamente virtuoso…

  4. Andrea Asnaghi scrive:

    Caro Valter, grazie del tuo passaggio da queste parti.
    Concordo assolutamente con te, “operare correttamente” anche quando i clienti si lasciano affascinare da sirene “belle-fuori-marce-dentro” è difficile.
    Il problema comunque (oltre alla proliferazione dei furbi e della loro cultura negativa) è anche che la nostra P.A. non sempre mette in moto quegli … “acceleratori di virtù” che sarebbero molto utili in questo caso (ed in parecchi altri).

  5. Maiko Berselli scrive:

    ho letto con interesse il Suo sfogo. Lo rintengo condivisibile. Mi faccia però sottolineare che di consulenti con un minimo di etica professionale ne esistono ancora. Nel nostro piccolo abbiamo utilizzato il “fascino” degli incentivi per far si che alcuni nostre Assistite, finalmente, si decidessero ad implementare un sistema di gestione della sicurezza (INAIL o OHSAS). Cosa crede, che per me sia una passeggiata andare in azienda tre/quattro volte in più oltre al pattuito, per formare un responsabile che non ha interessa in una azienda che non capisce i benefici di un sistema di gestione se non lo “sconto inail”? Crede che sia gratificante elaborare procedure, istruzioni e registrazioni che sai già di partenza ti toccherà gestire da solo OLTRE a quanto già non fai per l’azienda, spesso, se non sempre, con la stesso rapporto economico pattuito per la sola consulenza?
    C’è chi ci lucra e chi crede che il raggiungimento di certi livelli di sicurezza sia possibile (purtroppo) anche sventolando sotto il naso dell’imprenditore questi benefic. E non mi faccia dire cosa ne penso di INAIL, che con la delibera 79/2010 promette il 30%, il 23%, eccetera e poi, alla fine dei conti, fa marcia indietro e concede solo il 10%… le mie figuracce chi me le ripaga?

  6. Andrea Asnaghi scrive:

    Caro Maik, anzitutto grazie del tuo (ci diamo del tu ?) interesse.
    Su quanto dici vorrei solo precisare che il mio non era uno “sfogo”, ma solo il desiderio di cavarmi, ragionando e dialogando, un piccolo sassolino dalla scarpa rispetto a chi opera con furbizia. Aggiungo: SOLO con furbizia.

    Sul resto , consordo con te che spesso il BUON consulente fa leva su altro rispetto che sulla ragionevolezza organizzativa (ed umana) di una norma. Su cosa fa leva ? … Su q

  7. Andrea Asnaghi scrive:

    Riprendo, litigo con pc spesso…
    Su cosa anche fa leva, dicevo, un BUON consulente ? Su quel che ha a disposizione: una sanzione, un risparmio, un obbligo … Non disprezzo certo chi utilizza la leva dello sconto Inail per far passare un punto in più (reale, non fittizio) di logica della sicurezza.
    Ma il consulente “con un minimo di etica professionale” sa che questi sono i mezzi, e non I FINI, con cui far passare certi concetti ad un livello medio-basso (ma vi sono anche imprenditori coscienti, e non pochi…).
    La differenza qual è ? Che il buon consulente (lo dici tu) va 3 o 4 volte in più in un’azienda, semina pazientemente anche senza particolari gratificazioni economiche (anzi: sei un rompiballe !) , spende tempo e fiato, costuisce intorno a sè SENSIBILITA’ e COMPETENZE, il non-consulente invece tramesca, fa il furbo e favorisce il furbo, compie scorrettezze, semplifica il non-semplificabile, la fa facile, fa l’apprendista-stregone, azzecca i garbugli (e se non li azzecca li ingarbuglia in modo inestricabile).
    Leggo nelle tue parole, caro Maiko, uno sfogo amaro, molto più delle mie osservazioni. E però lo comprendo.
    Leggo nelle tue parole una delusione verso una Pubblica Amministrazione che invece di separare “il grano dal loglio”, si adatta, si rende conforme e complice (anche inconsapevolmente) del cattivo consulente, e poi magari si barrica dietro i soliti alibi (“non ci sono risorse, non c’è volontà politica”, etc.).
    Leggo nelle tue parole la sana inc… opps inquietudine di chi si muove con serietà e vede spesso che il mondo si muove in un’altra direzione (spudoratamente e meramente lucrativa).
    Ma siamo qui anche per dircelo, per sostenerci, per riconoscerci e … per contarci. :-)

  8. Sandro scrive:

    Quello che lei afferma è molto grave, ci sarebbe addirittura una catena perversa volta ad ottenere illecitamente benefici contributivi a danno della collettività.
    Quando leggo certe notizie, mi scusi, mi chiedo quanto c’è di vero e quanto ci sia di sensazionalistico e nel frattempo mi dico che se fosse vera anche solo una parte saremmo proprio messi male.
    Sono frastornato e non so cosa pensare.

  9. Andrea Asnaghi scrive:

    “Catena perversa” è un termine che mi piace, “illecitamente” un po’ meno.
    Diciamo che metto in rilievo una serie di coincidenze ed incongruità, così almeno a me appaiono tali.
    Non a caso ho usato il termine “allegra svendita”: c’è un po’ di superficialità e un po’ di business, un po’ (un pizzico…) di buona intenzione e un po’ (una discreta quantità) di cialtroneria.
    Nessun sensazionalismo, al contrario: un profondo RAMMARICO.

  10. Sandro scrive:

    Insomma: niente di certo, le solite illazioni scandalistiche… giusto per scrivere qualche cosa

  11. Valter scrive:

    Non so se Sandro è un professionista del mondo lavoro o meno.
    E non so dove opera.
    Per cui diventa difficile articolare interventi.
    Però quelle dell’Autore non sono semplici illazioni. Almeno dove opero io associazioni che offrono servizi simil G.O.L.A. ci sono, fanno promesse che poi grazie all’inesistenza dei controlli riescono a mantenere e finisce che gli sconti sui premi li prendono proprio quei soggetti che si avvalgono di tale assistenza senza aver fatto niente di più del minimo obbligatorio e a volte neppure quello.
    Il problema è che non esistono sistemi per far cambiare l’andazzo.

  12. Andrea Asnaghi scrive:

    Credo che Valter, che ringrazio ancora una volta, professionista “di razza, di testa e di cuore”, abbia scelto le migliori parole per risponderti, Sandro.
    Questo sito non si chiama “Postilla 2000″ e lo scopo è quello di confrontare le idee e le esperienze.
    Comunque, tanto per chiarire:
    - il volantino di “G.O.L.A.” esiste davvero, e veramente di anno in anno si raffina (nella forma, non nella sostanza);
    - il servizio di V.I.L.E. esiste, altrettanto, veramente ed ha le caratteristiche che ho esattamente riportato, clausole e promesse comprese;
    -le risposte degli incaricati di V.I.L.E., oltre che raccontate da miei clienti e conoscenti, le ho sentite con le mie orecchie quando ho telefonato, per tre anni di fila, al numero consigliato;
    - le pratiche raffazzonate e riverniciate ho avuto modo di consultarle personalmente.
    Non so invece, e spero di no (ma sinceramente ho un po’ di timore in merito), se esistano davvero complicità nella Pubblica Amministrazione, certamente, dati i presupposti, quantomeno un po’ di miopia direi di sì.
    Poi Sandro, tira le conclusioni che vuoi, ma almeno su quanto ho constatato abbi la cortesia di non darmi (insensatamente) del sensazionalista. Grazie.

  13. ugo fonzar scrive:

    Ritengo da molto tempo che la parola “consulente” sia diventata una parolaccia, come sempre non per colpa di tutti, ma per colpa di una fetta di loro. Hai fatto bene Andrea a sottolineare il fenomeno del 10% INAIL con “una botta e via ce l’hai”.
    Grazie!

  14. Andrea Asnaghi scrive:

    Anche se capisco e condivido il tuo spirito, carissimo Ugo, non mi arrenderò mai a pensare che “Consulente” possa essere una parolaccia.

    Certo che a latere di tante discussioni sul ruolo positivo dei professionisti nel mondo moderno, forse le categorie dovrebbero darsi come scopo anche quello di essere socialmente UTILI e (intellettualmente) SCOMODE.

    Comunque, queste non sono operazioni da professionisti, ma di bande di associazionismo spicciolo, il contrario della consulenza: il parere usa e getta, il servizietto in confezione standard, il (per restare in tema) pacco valutazione-corsi-documento al prezzo concordato per tutta la categoria, i venditori di enciclopedie della sicurezza in fotocopia, dei contratti a progetto in ciclostile, della massificazione di 4 idee base.

    INCULTURA del lavoro e del rispetto sociale per i temi ad esso collegati (come volevasi dimostrare).

  15. Maurizio Di Cunzolo scrive:

    E intanto GOLA e VILE sono sempre più legittimate a vendere il “pacchetto sicurezza tutto compreso in offerta speciale” perchè :
    “vuoi mettere la qualità e il prezzo dei servizi offerti da noi?!?!? siamo o non siamo GOLA?”

    “vuoi mettere i corsi tenuti dai nostri esperti docenti?” (commercialisti, con tutto il rispetto per il commercialista che però faccia il commercialista, che insegnano la sicurezza in agricoltura…capitato la settimana scorsa con effetti a dir poco esilaranti!!!)

    e come diceva Elio in quella canzone “perchè è il paese dei cachi”…

    Buone feste a tutti!!!

  16. Andrea Asnaghi scrive:

    Che interventi interessanti …
    Business is business, dicono gli inglesi – ed io non son mai partito dal concetto che il business in sè fosse qualcosa di malvagio o perverso.

    Però penso che la professionalità sia una caratterizzazione ben definita (sin dalla radice etimologica del termine (dal latino, “dichiarare apertamente”) ; con ciò non è che la professione sia una “missione” (anche se …) piuttosto che un mestier, solo che a volte l’attrazione fatale del business spinge in un “vortice” poco virtuoso …

    Insomma, sulla sicurezza c’è un bel giro di affari, ma … EST MODUS IN REBUS …

  17. Giuseppe scrive:

    buonasera Andrea spero che le vacanze siano state utili a rilassarti visto che stiamo sempre qui ad assillarti con le nostre richieste.il 19 e 20 settembre dovrei fare un corso di formazione e dovrei prendere 2 gg di permessi retribuiti per formazione vorrei sapere cosa devo scrivere nella richiesta al datore di lavoro specificando la norma e magari l’art. di legge specifico..io lavoro in un azienda settore commercio e terziario da piu di 4 anni siamo in 10 dipendenti e il nostro datore di lavoro è un amministratore nominato dal tribunale in quanto l’azienda e sotto sequestro cautelativo. aspetto notizie grazie Giuseppe

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